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NANBUDO


Questa arte marziale, che al di lÓ delle somiglianze col karate (si pu˛ tranquillamente dire che lo includa) non si propone come uno dei suoi numerosi stili, ma come una disciplina complessa e a sŔ stante, nasce dalla vastissima esperienza del suo fondatore doshu Yoshinao Nanbu (10░ dan) nato a Kobe nel 1943. In Svizzera il nanbudo Ŕ rappresentato dalla Federazione Svizzera di Nanbudo.

Il nanbudo Ŕ un'arte marziale relativamente giovane: venne ufficialmente presentata nel 1978 prendendo il nome dal suo fondatore. Nanbudo significa, infatti, la via (= do) di Nanbu.

Il suo metodo didattico si fonda principalmente su quello del karate: si avvale di schemi tecnici detti kata (modelli), che sono dei combattimenti strutturati senza avversari tangibili, randori, che sono combattimenti prefigurati praticati in coppia, in tre o in quattro, e tecniche fondamentali (kihon) in gran parte simili a quelle del karate, dello ju-jitsu e dell'aikido.
Si pu˛ dire che il maestro Nanbu venne allevato in un ambiente in cui il budo era privilegiato: suo nonno era un famoso sumotori, suo padre era 5░ dan di judo, suo zio era un rinomato kendoka.
All'etÓ di cinque anni viene avviato allo judo. Alle scuole comunali inizia la pratica del kendo, poco pi¨ tardi inizia a praticare il kobudo. All'universitÓ pratica il karate shito-ryu (metodo shukokai). Nel 1963 diviene il miglior karateka agonista del Giappone con il titolo di campione universitario. Lavora, in segito, insieme ad altri suoi colleghi, per rendere attuabile la competizione nell'aikido.
Giunge in Europa nel 1964 dove vince duecento tornei e, contemporaneamente, promuove il karate shukokai sviluppato dal maestro Tani, di cui Yoshinao era l'allievo prediletto e aiutante. Presto abbandona questa strada per fondare il sankukai: uno stile di karate "scientifico" basato sulle schivate che teneva in grande considerazione l'anatomia umana e i fenomeni fisici ad esso correlati. Giunge, infine, al nanbudo: sintesi e sviluppo di tutte le sue esperienze nelle arti marziali e nella vita.

Il nuovo metodo colpisce per il suo aspetto morbido e fluido. In comune con lo ju-jitsu ha la tendenza ad essere polivalente: tanto da ritrovarvi perfino apporti e adattamenti dallo yoga, dal tai-chi, dall'agopuntura e dal reiki.
Il nanbudo Ŕ l'arte marziale del ventunesimo secolo che riscopre la tradizione.



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