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KARATE SHITO-RYU


Lo shito-ryu, come molti stili di karate, ha diverse interpretazioni che dipendono delle esperienze individuali di chi lo insegna. Il sistema da noi proposto è quello del maestro Kozo Kuniba, soke (caposcuola) del metodo Motobu-ha shito-ryu e della kunibakai. Il nome di questo straordinario maestro è intimamente legato alla più importante tradizione del karate e delle arti marziali giapponesi in generale.

Lo shito-ryu è uno stile di karate fra i più tradizionali e gradevoli anche da un punto di vista estetico. Questo stile venne fondato dal Maestro Mabuni Kenwa (1889-1952) che fu allievo dei Maestri Itosu Yasutsune (1830-1915) e Higaonna Kanryo (1852-1915). Il nome dello stile deriva proprio dai cognomi dei due Maestri pronunciati alla cinese ("shi" dal carattere "ito"-su e "to" da "higa"-onna). Accanto alla via intrapresa dal maestro Mabuni vi è quella del maestro Choki Motobu (1871-1947), considerato uno dei maestri più forti di Okinawa.
Oggi vi sono solo due soke legittimi per lo shito-ryu. Kenei Mabuni, figlio di Kenwa e Kozo Kuniba. Kozo Kuniba è "figlio d'arte", diretto discendente di una millenaria e nobile stirpe di marzialisti e samurai tanto eccezionali quanto completi. Suo padre Shogo, fondatore di una sua particolare scuola di difesa personale, di kobudo e di iaido, tale era la sua maestria, è stato uno dei pochi uomini ad avere l'onore di esibirsi di fronte all'Imperatore del Giappone nell'arte dell'uso della katana. Questo fa di lui uno dei più completi e grandi marzialisti del secolo scorso.
Shogo Kuniba è figlio di Kosei Kokuba, allievo di Choki Motobu e secondo soke della scuola. Shogo insegnò ai migliori karateka del mondo ed ebbe contatti con i più importanti maestri del Giappone fra i quali persino il maestro Chojiro Tani, fondatore del Tani-ha shito-ryu (shukokai) e maestro del celebre Yoshinao Nanbu, fondatore del sankukai e del nanbudo.

Il karate è un'arte marziale i cui migliori praticanti aspirano alla propria stabilità e pace interiore che si ritiene siano raggiungibili tramite lo sviluppo delle proprie capacità psico-motorie e ai feedback che da esse scaturiscono. La pratica del karate conduce innanzitutto ad un rinvigorimento fisico e mentale: infatti ai progressi tecnici si affiancano le migliorate capacità di coordinazione che portano ad una maggiore conoscenza (e quindi controllo) di se stessi, prerogativa del proprio equilibrio mentale. A ciò si deve aggiungere che una corretta pratica dello stile e la ripetizione costante delle tecniche sviluppa la capacità di reagire ad un attacco, non solo fisico, e anche il proprio senso armonico sia estetico che sociale.



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